lunedì 07 settembre 2009
Il giorno 11 agosto è stato ritrovato nei dintorni di Grozny, in Cecenia, il cadavere barbaramente seviziato e finito a colpi di pistola di Zarema Sadulayeva e di suo marito.
Il giorno 11 agosto è stato ritrovato nei dintorni di Grozny, in Cecenia, il cadavere barbaramente seviziato e finito a colpi di pistola di Zarema Sadulayeva e di suo marito.
Zarema era la presidente dell'associazione "Salviamo la generazione" (Spasiom Pokolenje), con cui l’Ass. Mai più Cernobyl di Limbiate e l’Ass. Mondoin Cammino di Vercelli stavano lavorando per l’accoglienza rivolta alle bambine e ai bambini vittime di mine, disseminate sul territorio ceceno quali tristi eredità dei due recenti conflitti.
Purtroppo, a pochi giorni dall’ospitalità dei bambini ceceni, la situazione si è complicata (l’ospitalità dei 10 bambini era prevista a partire dal 31 agosto).
“In Cecenia non è solo rischioso dire la verità, ma anche il contrapporre la prospettiva di una rinascita civile (il confronto, la speranza, la conoscenza di altri mondi) alla "normalizzazione" governativa. Solo per questo Zarema è stata ammazzata. Con la sua uccisione c'è anche il tentativo di intimorire l'azione di Mondo in cammino, una delle poche associazioni internazionali che lavorano direttamente in Cecenia.”
Il progetto, inserito dall’associazione nel percorso della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, è stato ora nominato: “I bambini e le bambine di Zarema”.
Appello di mobilitazione per la Cecenia” promosso dall’associazione: www.progettohumus.it/public/forum/index.php;