mercoledì 16 dicembre 2009
Città del Messico accoglie L’equipe base della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza giovedì 3 dicembre con una conferenza stampa voluta e organizzata dall’On. Karen Quiroga, deputato del PRD e Virginia Jaramillo, appartenente all’organizzazione Vanguardia por la Justicia y la Felicidad.
Il giorno seguente, venerdì 4 dicembre Capo di Governo del Distretto Federale, Marcelo Ebrard Casaubòn ha voluto un incontro con la delegazione presso l’Edificio Virreinal, sede dell’Esecutivo di Città del Messico, durante il quale ha consegnato personalmente un riconoscimento a Mondo senza guerre, rappresentato da Rafael de La Rubia, per il proprio impegno nella promozione di una cultura della pace e del dialogo in tutto il mondo che in questo momento si concretizza nella Marcia Mondiale. La portavoce messicana della Marcia Ivone Sàmano ha ringraziato il Governo del Distrito Federal per l’appoggio dimostrato ricordando che nonostante il Trattato di Tlatelolco abbia liberato il Paese dalle armi nucleari, il pretesto della lotta al narcotraffico cela interessi privati che puntano allo sfruttamento delle risorse naturali e fa del Messico uno Stato fortemente militarizzato costretto ancora a fare i conti con enormi sacche di povertà e lo smantellamento del sistema educativo e la sanitario. Ciò non toglie che esiste un Messico fatto di solidarietà e impegno sociale e civile.
Rafael de La Rubia ha poi messo in evidenza i risultati della Marcia lungo il suo percorso in 50 Paesi, l’impegno di diversi Paesi nell’istituzione di un Ministero della Pace, nell’attivare la cultura della pace e della nonviolenza come materie curriculari nelle scuole. Inoltre ha voluto precisare che la Marcia non solo promuove la cultura della pace ma invoca l’abbandono di ogni forma di violenza e della guerra come metodo di risoluzione dei conflitti, anche quella perpetrata in nome del raggiungimento di una condizione di pace. L’unica via possibile per la pace è il dialogo e la diplomazia, non si può aspirare a una pace duratura fondata su premesse di violenza e la prevaricazione. Alla fine della cerimonia de La Rubia ha consegnato a Marcelo Ebrard la Carta per un Mondo senza violenza ricevuto in eredità dal Simposio dei Premi Nobel per la Pace per una sua diffusione a livello mondiale. Il Capo del Governo ha ringraziato e rinnovato il proprio impegno non solo contro le forme di violenza più evidenti ed eclatanti, ma anche contro quelle più striscianti e private, come la violenza e gli abusi sulle donne, i diversamente abili, i bambini e lo sfruttamento indiscriminato del pianeta.
Lo stesso giorno la delegazione, accompagnata da Edgar Sanchez, segretario della Commissione per i Diritti Umani e il Senatore Senador José Luis García Zalvidea, ha incontrato anche la Senatrice Doña Rosario Ibarra de Piedra, Presidente della Commissione, la quale ha lanciato l’allarme per una riforma della giustizia che punta ad un restringimento delle libertà individuali attraverso intercettazioni telefoniche, il rafforzamento di uno stato di polizia e la preoccupazione per la militarizzazione di intere città, la criminalizzazione della protesta sociale in difesa di Atenco e la condanna a più di 100 anni di reclusione di alcuni degli attivisti suoi legittimi difensori.
In seguito la delegazione internazionale della Marcia ha fatto visita alle lavoratrici del Sindacato messicano dei lavoratori del settore elettrico SME al loro 12 giorno di sciopero della fame. Rafael de La Rubia si è offerto di portare con sé nel percorso conclusivo della Marcia la petizioni dei lavoratori di Luz y Fuerza del Centro, compagnia che è stata dismessa recentemente per mezzo di un decreto presidenziale di dubbia legalità lasciando senza occupazione più di 40mila lavoratori.
David Razù Aznar, Presidente della Commissione Parlamentare per i Diritti Umani del Distretto Federale, ha ricevuto la delegazione in un incontro durante il quale Rafael de La Rubia ha posto l’accento sulle iniziative innescate dal passaggio della Marcia in tutto il mondo e la necessità di passare da una dimensione locale a una dimensione mondiale, di creare una rete stabile di contatti e relazioni fra gli attori di tali iniziative per dare continuità e internazionalità alle iniziative portate avanti a livello locale e nazionale. Tomas Hirsch, portavoce umanista per l’America Latina ha affrontato il tema del divario e del muro che ancora divide gli Stati Uniti e l’America Latina, denunciando come in Chile, suo Paese di nascita, continuano le violenze razziali contro il popolo Mapuche e la totale mancanza di diritti per gli omosessuali che sfociano in forma di vera e propria violenza. Judith Vázquez e Lolkin Castañeda dell’associazione Acciona sono intervenuti per sottolineare il raggiungimento di un importante obiettivo a Città del Messico, una legge che regolamenta l’aborto rendendolo legale entro le 12 settimane, primo Paese in America latina a godere di una legge di questo tipo e hanno messo al corrente i presenti del lavoro legislativo per la messa a punto di una legge che ammetta il matrimonio fra persone dello stesso sesso.
Il 5 dicembre, presso il monumento in onore di Gandhi, si è tenuta una cerimonia preispanica di accoglienza della Marcia Mondiale, e da cui alle 12:00 ha avuto inizio la marcia verso Puerta de los Leones de Chapultepec. In testa, il gruppo di danza preispanica “Familia Corazòn del Pueblo” ha guidato il corteo formato da diverse delegazioni rappresentanti associazioni e organizzazioni della città tra cui Serapaz, Foro Itinerante della segreteria alla Cultura del Distretto Federale, Instituto de la Juventud del D.F., Instituto de las Mujeres, giovani della scuola Luz del Tepeyac, e delegazioni provenienti da Guadalajara, Aguascalientes, Tizayuca, Cuernavaca ecc. Il corteo è stato accolto a Puerta de los leones dalla canzone “Insurgencia del amor” di Alberto Arista e da una moltitudine di persone fra cui rappresentanti di organizzazioni contro la violenza. L’Ambasciatore della Bolivia, ha voluto portare come esempio l’impegno intrapreso dalla nuova costituzione boliviana che rifiuta categoricamente la guerra come mezzo di gestione e risoluzione dei conflitti. Successivamente, l’Ambasciatore Mansilla, che attualmente ricopre la funzione di presidente del Consiglio dell’Organismo per la prescrizione delle armi nucleari in America Latina e Caribe, consegnò a Rafael de la Rubia il Trattato di Tlatelolco, firmato in Messico negli anni ’60 e pietra miliare per la creazione di zone senza armi nucleari nel mondo. Il trattato si va ad aggiungere ai numerosi documenti di cui la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza ha raccolto durante il proprio percorso e di cui si è fatta portatrice e ambasciatrice, come il protocollo di Hisoshima e Nagasaki, la Carta per un mondo nonviolento.