martedì 23 giugno 2009
Appello ai media e agli sportivi
Milano, 23 giugno. Aderire alla Marcia Mondiale per la Pace, mettendosi a disposizione per promuoverla o partecipando a uno degli eventi collaterali in programma, è un modo per dare l'esempio e per aiutare a far crescere un mondo più giusto e senza guerre.
Sono convinto che impegnarsi per una causa importante come la diffusione di una cultura di pace, sia un modo per assumersi le responsabilità che derivano dal fatto di essere un uomo che da anni interpreta un ruolo pubblico, in un mondo - qual è il calcio - molto esposto e sempre sotto i riflettori. Lo sport, d'altronde, ci proietta in una dimensione internazionale e ci obbliga a sentirci cittadini del mondo, e non solo del nostro paese.
Sono certo che i media daranno la massima copertura a questa iniziativa: battersi per la pace e la nonviolenza è importante, perché riguarda tutti noi e il futuro dei nostri figli. E se è vero che il nostro esercito è generalmente impegnato a garantire la pace lontano dai nostri confini, è altrettanto vero che in Italia c'è ancora molto da fare per ridurre la violenza in tutte le sue forme: dalle mafie che tormentano intere regioni agli atteggiamenti ancora troppo frequenti intorno o all'interno dei nostri stadi.
Agli amici sportivi voglio dire che la Marcia è un'occasione per dare ulteriore senso alla propria popolarità e al seguito di cui godono tanti atleti o ex atleti.
In ogni caso grazie a tutti, e in primo luogo agli organizzatori per l'impegno a favore della pace.
Gianluca Pessotto